Il Borgo

Il comune di Teulada si trova a cavallo tra la costa del sud del Sulcis-Iglesiente e le montagne del Sulcis. La costa frastagliata alterna promontori rocciosi che si tuffano a strapiombo sul mare ad insenature dove si trovano calette con sabbia bianchissima e acque cristalline. Di notevole interesse paesaggistico e naturalistico il capo Malfatano e il capo Teulada, la punta estrema sud della Sardegna.

All’interno delle acque del comune vi sono anche l’Isola Rossa e l’isola di Tuerredda. L’interno è caratterizzato da colline e promontori montuosi come punta Sebera. Il territorio è diviso tra pascoli, campagne incolte e boschi (Gutturu Mannu). Le principali frazioni incluse nel territorio del comune sono: Cantoniera Nuraxi de Mesu, Casa de Foxi, Genniomus, Gutturu Saidu, Gutturu Sporta, Is Carillus, Masoni de Susu, Perdaiola, Sa Portedda, Su de Is Seis, Su Fonnesu, Su Rai.

CHIESA DELLA MADONNA DEL CARMELO

Su Crammu, meglio conosciuta come la Madonna del Carmelo, è la principale chiesa parrocchiale di Teulada. Non sappiamo di preciso quando fu realizzata ma la sua attuale struttura è il risultato di un lavoro avvenuto in due fasi differenti e successive.
L’edificio originale, quello che risale senza data certa al XVII secolo, è il transetto al quale è stata aggiunta la navata centrale, frutto di un ampliamento avvenuto (di questo abbiamo la data precisa) nel 1794 e conclusosi nei primi anni del secolo successivo, secondo il progetto dell’architetto Giuseppe Maina. Transetto e navata formano così la classica pianta a croce latina tipica delle chiese di età romanica.

Interventi successivi hanno determinato l’attuale forma della chiesa della Vergine del Carmine che presenta una facciata lineare che termina con un timpano, a ricordare i templi di origine greca, ed è sormontata da una copertura a pianta ottagonale. L’unico ingresso alla chiesa è costituto da un portale in pietra sormontato da un rosone e circondato a destra e sinistra da due nicchie. A fianco si erge il campanile, restaurato di recente con una cuspide in cemento armato. Anche internamente la chiesa è stata restaurata ma rimangono intatti e originali, una fonte battesimale, alcuni dipinti su tela, il pulpito e soprattutto un crocifisso del 1700.

La chiesa parrocchiale domina in altezza una piccola piazza del centro storico di Teulada, Piazza della Parrocchia, pittoresca e caratteristica del territorio, ben curata e strettamente legata alla tradizione festaiola della città. Ogni anno infatti, il 16 di luglio, questa piazza si anima in occasione della Festa della Madonna del Carmine, patrona di Teulada, con processioni e riti civili accompagnati da canti e balli folkloristici.

La facciata chiara della chiesa della Vergine del Carmine inoltre spicca tra gli edifici civili più bassi e colorati. A fianco dell’edificio sacro c’è il Museo omonimo che racchiude i tesori di Teulada e tutto ciò che rappresenta il volto più autentico e antico dei suoi abitanti. Non solo, la parrocchia ha persino un’emittente radiofonica locale, Radio Vergine del Carmine, che trasmette quotidianamente programmi religiosi, la messa e persino concerti musicali. Si trova a fianco della chiesa ed è l’unica delle tre radio storiche di Teulada, ad aver resistito nel tempo.

CHIESETTA CAMPESTRE DI SANT’ISIDORO

Nei pressi del ‘capo’ nella seconda guerra mondiale, si svolse una famosa battaglia tra le flotte britannica e italiana. Il territorio è ricco di eredità preistoriche: dai ritrovamenti nella grotta di monte sa Cona ai resti di venti nuraghi, tra cui sa Perdaia. Di età fenicio-punica ammirerai i resti di un tophet nell’isolotto di Tuerredda e il porto sommerso di Melqart. Affascinante l’archeologia industriale: circa dieci siti dismessi sono testimoni di millenaria attività estrattiva e contributo all’epopea mineraria del Sulcis.

FESTE E TRADIZIONI

Da visitare anche la chiesetta tardo-gotica di san Francesco. Suggestivi sono Settimana Santa e festa di san Giovanni battista a fine giugno. A sant’Isidoro è riservata la devozione più sentita, a maggio e ad agosto. La processione verso la ‘sua’ chiesetta campestre è accompagnata da gruppi in abiti tradizionali di tutta l’Isola. Il santuario si trova nella piana di Tuerra, dove sorgeva il paese in età giudicale. A causa di assalti dal mare ed epidemie, fu rifondato nel XVII secolo più all’interno, dove è attualmente. Le scorrerie dei pirati furono motivo dell’erezione di torri d’avvistamento, tra cui una dedicata proprio a sant’Isidoro e l’imponente torre del Budello. L’insediamento di epoca romana, forse vicino all’istmo di capo Teulada – oggi sede di un moderno porto turistico – si chiamava Tegula, per la cospicua produzione di terracotta.

IL COSTUME TRADIZIONALE DI TEULADA

Il costume tradizionale di Teulada, si mostra assai interessante poiché presenta alcuni particolari che lo differenziano dagli altri, risentendo della lunga dominazione aragonese. L’abito femminile è composto da sa scoffia, il fazzoletto bianco in tulle, la gonna rossa con su gipponi e sa fascadroxia (grembiule del costume da sposa o festivo).
  La gonna può essere a boldau, cioè a righe blu e rosse o indrollau cioè di broccato, con le maniche del corsetto a sbuffo. Fra i costumi maschili quello di Teulada è certamente fra i più riconoscibili per un particolare che non passa mai inosservato nelle sfilate e che più di una volta viene accolto con ilarità, se non aspramente criticato: il cappello a larghe falde di feltro grigio, in luogo della più comune berritta.
 Nel costume maschile sono evidenti i segni di un abbigliamento di provenienza iberica: il sombrero è di feltro grigio; la giacca (che assomiglia al bolero portato dai portoghesi dell’Estremadura), è di orbace scuro con bordi verdini; la camicia ha il collo largo ed il colletto di tela di lino; le bragas sono ampie e lunghe e a metà polpaccio si vede la lunga camicia a tunica. Nella cintura in pelle spicca un curioso amuleto noto come sa punga a giunchiglia adoperato contro il malocchio.
 E’ l’ultimo rimasto dei vari sombreri che venivano usati nei primi decenni dell’Ottocento un po’ ovunque, da Cagliari a Sassari. Entrambi i costumi sono impreziositi da ricami delicatissimi di grande valore, tipici teuladini.